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In esito al Progetto Ladakh e in occasione del Convegno "XIX International conference on South Asian Archaeology" tenutosi a Ravenna dal 2 al 6 luglio 2007 con il contributo della Fondazione Carlo Leone et Mariena Montandon, Martin Vernier & Laurianne Bruneau hanno presentato, nella sezione Pictures in transformation, “Animal style of the steppes in Ladakh: a presentation of newly discovered petroglyphs”. (“Lo stile e la rappresentazione degli animali delle steppe del Ladakh: una presentazione delle recenti scoperte petroglifiche”).

La posizione geografica del Ladakh mostra oggigiorno una situazione complessa, ovvero una terra che culturalmente appartiene al Tibet e politicamente all’India. In passato l’area era crocevia delle terre dell’Himalaya Occidentale. Alcuni autori, sin dal 1980, hanno accennato a un legame tra il Ladakh e l’Asia Centrale a partire dall’età del Bronzo e del Ferro: diverse popolazioni dell’Eurasia hanno in comune un’inclinazione artistica conosciuta come “lo stile animale delle steppe”.
Scopo del convegno è di completare il quadro attraverso informazioni raccolte durante i campi di lavoro. Martin Vernier, indagando e documentando negli ultimi 10 anni le incisioni rupestri del Ladakh, ha contato 10.000 intagli sparsi su 100 siti.

Da un punto di vista stilistico esiste una somiglianza tra le incisioni rupestri del Ladakh e lo stile animale delle steppe. Per quanto riguarda gli animali, cervi e felini sono predominanti. Le scene di caccia dove essi appaiono sono anch’esse caratteristiche: sullo sfondo ci sono ibex e cavalli e eccezionalmente ci sono immagini di uccelli e bovini (yak). L’attenzione ai particolari (occhi, orecchie, bocca) è un’altra caratteristica dello stile. Uno studio approfondito di ciascun animale ha mostrato la presenza di tratti stilistici permanenti.